Tendenze e sfide per gli investimenti in Italia

Il rapporto EIB Investment Survey 2024 (EIBIS), realizzato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), analizza le dinamiche di investimento delle imprese italiane, evidenziando trend, priorità future e sfide economiche nel contesto europeo. Condotta annualmente dal 2016 su un campione di circa 13.000 imprese di tutti gli Stati membri dell’UE, l’indagine raccoglie dati su performance aziendali, investimenti passati e futuri, fonti e difficoltà di finanziamento, oltre ad affrontare temi cruciali come il cambiamento climatico e la transizione digitale. L'EIBIS utilizza una metodologia di campionamento stratificato che assicura la rappresentatività di tutti i 27 Stati membri dell'UE, nonché di quattro categorie dimensionali di imprese (dalle micro alle grandi) e di quattro settori economici principali (manifatturiero, costruzioni, servizi e infrastrutture).
Nonostante il livello complessivo degli investimenti sia rimasto stabile dal 2022, il clima di fiducia è peggiorato. Solo il 3% delle imprese prevede un aumento degli investimenti, contro il 12% del 2022. Le aziende italiane tendono a concentrarsi maggiormente sul rinnovamento delle infrastrutture piuttosto che sull’espansione della loro capacità produttiva o sull’innovazione, segno di una strategia prudente, dettata dalle difficoltà economiche e dal mutevole scenario geopolitico e normativo.
Le principali barriere agli investimenti sono infatti l’incertezza economica e i costi energetici, sebbene quest’ultimo fattore sia meno critico rispetto al 2023. Inoltre, per quanto l’accesso ai finanziamenti sia migliorato, con un numero di aziende finanziariamente vincolate leggermente diminuito, il 52% delle imprese italiane continua a dipendere da finanziamenti esterni, con il settore bancario che rimane la principale fonte di credito.
Il rapporto evidenzia un crescente impegno delle imprese italiane nel contrasto al cambiamento climatico. L’82% delle aziende ha adottato misure per ridurre le emissioni di gas serra, anche se il dato resta inferiore alla media UE (91%). Sul fronte digitale, il 71% delle imprese utilizza tecnologie avanzate, un valore in linea con il resto d’Europa, sebbene permangano ritardi nell’adozione di intelligenza artificiale e automazione.
In sintesi, l’indagine evidenzia che le imprese italiane mostrano segnali di resilienza, ma si trovano ad affrontare incertezze economiche e politiche che ne ostacolano la crescita. Le sfide future riguarderanno soprattutto il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti, l’accelerazione della transizione ecologica e digitale e la maggiore integrazione nei mercati internazionali.
alessandra.laterza@unioncamere-europa.eu
Aggiornato il