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EDITORIALE - I “cento giorni” della Commissione von der Leyen II: un primo bilancio

foto CE VDL II 100 giorni

Tra i punti in comune dei due Esecutivi europei guidati da Ursula von der Leyen, spicca l’influenza dei fattori esogeni. Nel corso del primo mandato la pandemia di Covid 19, l’invasione russa dell’Ucraina e la ripresa del conflitto arabo-israeliano, contrappuntati dal brusco cambiamento degli equilibri USA – UE all’inizio del secondo.

La pressione proveniente da Washington ha avuto un impatto diretto sull'Unione Europea. Trump ha minacciato l'UE con l'introduzione di tariffe doganali del 25% e ha avvertito che non sarebbe intervenuto a difesa dei paesi che non avessero raggiunto gli obiettivi di spesa per la difesa.

Questa situazione ha costretto la Commissione europea ad accelerare i lavori su una serie di riforme, finalizzate a rafforzare la sicurezza e a rendere l'Europa più competitiva a livello globale. Un esempio significativo riguarda il cosiddetto "White Paper" sulla difesa, annunciato per il 19 marzo, che avrebbe dovuto delineare le strategie per finanziare il potenziamento della difesa europea, ma anticipato dalla proposta di un bilancio di spesa di 800 miliardi di euro nei prossimi anni.

Fra le altre proposte, il Clean Industrial Deal, pubblicato lo scorso 26 febbraio, ha risposto a molte delle richieste del settore industriale, delineando una strategia per ridurre i prezzi dell'energia, reperire materie prime e creare domanda per prodotti a basse emissioni di carbonio, non garantendo tuttavia certezze sulle modalità di finanziamento e non includendo nel pacchetto l’obiettivo climatico 2040. In futuro, il Clean Industrial Deal dovrebbe svilupparsi attraverso oltre due dozzine di proposte legislative, riforme legali e piani d'azione settoriali. Tra le principali novità previste per quest’anno ci sono un nuovo quadro per gli aiuti di stato e la proposta di una "Legge per l’accelerazione della decarbonizzazione industriale", che introdurrà etichette per i prodotti a basse emissioni e requisiti ecologici per gli acquisti pubblici.

Se positiva è stata, inoltre, la risposta sui contenuti del Piano d'azione europeo sulla sicurezza informatica degli ospedali e dei fornitori di servizi sanitari, pubblicato il 15 gennaio, le parti interessate mostrano tuttavia titubanza riguardo al reperimento dei fondi.

In tema di Intelligenza Artificiale, l’iniziativa sulle AI Factories a favore delle start up europee, in parte rallentata dal piano USA da 500 miliardi di dollari, resta ancora in fase di sviluppo, nonostante il recente annuncio della mobilitazione di un piano dedicato di 200 miliardi di euro.

Un quadro non solo variegato e complesso, ma in continuo movimento. Per posizionare autorevolmente l’Unione a livello internazionale, appare ora sempre più necessario l’impegno di von der Leyen per ritrovare la coesione interna, serrando le fila tra gli Stati membri.

 

On. Michl Ebner

Vicepresidente di Eurochambres

Capo Delegazione Unioncamere presso Eurochambres

Presidente della CCIATA di Bolzano

Aggiornato il