EDITORIALE - Dagli EDIH all’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale: il futuro si costruisce nei territori

Nel dibattito europeo sull’intelligenza artificiale, l’attenzione si è finora concentrata soprattutto su cosa regolare e in che modo. Meno si è parlato di dove, concretamente, questa trasformazione tecnologica prende forma. Eppure, oggi più che mai, è nei territori che si gioca una parte decisiva della partita. L’intelligenza artificiale non vive solo nei laboratori di ricerca o nelle grandi piattaforme digitali, ma anche in reti locali, in luoghi dove la tecnologia incontra le imprese, le amministrazioni, le persone.
È qui che entrano in gioco gli European Digital Innovation Hubs, gli EDIH. Creati con l’obiettivo di avvicinare le tecnologie emergenti alle piccole e medie imprese e al settore pubblico, questi centri rappresentano un’infrastruttura capillare a supporto della trasformazione digitale dell’Europa. Offrono servizi di test, formazione, consulenza, mettendo l’innovazione alla portata anche di chi non ha grandi risorse interne o competenze avanzate.
Con l’attuazione del programma Digital Europe, gli EDIH stanno evolvendo: non sono più solo centri di servizio, ma veri e propri snodi strategici di un ecosistema europeo dell’innovazione. Un ecosistema che si sta confrontando con nuove sfide: dall’entrata in vigore dell’AI Act all’introduzione di sandbox regolatorie, dalla necessità di rafforzare la filiera europea dell’IA alla costruzione di un’intelligenza artificiale che sia trasparente, accessibile e centrata sui valori europei.
In questo contesto, il ruolo degli EDIH diventa fondamentale. Possono agire come ponti tra le strategie europee e i bisogni concreti dei territori. Possono aiutare le imprese a orientarsi tra normative e opportunità, le amministrazioni a sperimentare soluzioni innovative, le comunità locali a comprendere e governare il cambiamento. Ma per farlo davvero, devono essere messi in condizione di agire come attori di sistema, con una visione integrata e relazioni forti con università, centri di ricerca, incubatori, enti locali e stakeholder industriali.
L’Europa ha bisogno di questa infrastruttura distribuita, intelligente e connessa, per fare della transizione digitale una leva di autonomia strategica e coesione. Serve investire negli EDIH non solo in termini economici, ma anche politici e culturali. Riconoscerli non come sportelli temporanei, ma come elementi strutturali del nuovo spazio europeo dell’innovazione. In un momento in cui l’intelligenza artificiale rischia di essere percepita come qualcosa di lontano, tecnico, persino opaco, è nei territori che può trovare il suo radicamento. Ed è lì, attraverso reti come quella degli EDIH, che l’Europa può rendere la trasformazione digitale davvero sua: concreta, inclusiva, condivisa.
Ci troviamo in una fase decisiva per l’attuazione delle prossime iniziative nell’ambito del programma Europa Digitale. Nei prossimi giorni verrà pubblicato il nuovo DIGITAL Europe Programme – Work Programme 2025-2026, che delineerà le priorità strategiche e i relativi strumenti di finanziamento per il biennio a venire. A seguire, il 3 aprile 2025 sarà reso disponibile il nuovo pacchetto di bandi, comprensivo dell’invito a presentare proposte per l’avvio di nuovi EDIH o per il potenziamento delle attività di quelli già esistenti.
Diversi Stati membri hanno già fatto sapere che non parteciperanno alla prima call, in scadenza il 14 maggio, preferendo concentrarsi sulla seconda tornata, prevista per il quarto trimestre del 2025. Tra questi figurano Italia, Lussemburgo, Portogallo, alcune regioni francesi (Auvergne-Rhône-Alpes, Bourgogne-Franche-Comté, Centre-Val de Loire, Corse, Grand Est, Normandia, Occitania), Grecia e Liechtenstein.
Questo tempo a disposizione rappresenta una preziosa occasione per la rete camerale italiana di elaborare un progetto solido e ben articolato, facendo leva sulle competenze diffuse e sul radicamento territoriale delle Camere di commercio, che possono giocare un ruolo strategico all’interno della rete EDIH nel supportare la digitalizzazione e la crescita innovativa delle PMI.
Ana Sarateanu
Direttrice Unioncamere Europa
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