Difesa europea: l’Unione guarda al 2030

A metà marzo la Commissione europea e l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE hanno presentato il Libro bianco sulla difesa europea, L’iniziativa, che costituisce un pilastro fondamentale per rafforzare la sicurezza del continente entro il 2030, è accompagnata, nell'ambito del piano ReArm Europe, da un ambizioso pacchetto di difesa che fornisce leve finanziarie agli Stati membri dell'UE per stimolare un aumento degli investimenti specifico per il settore.
Il Libro bianco definisce un nuovo approccio integrato alla difesa europea, evidenziando le carenze attuali e proponendo soluzioni per colmarle. Tra le priorità: investire in capacità critiche, promuovere appalti collaborativi tra Stati membri, rafforzare la cooperazione industriale tra Europa e Ucraina e semplificare la normativa per rendere più fluido il mercato della difesa a livello UE. Particolare attenzione è riservata all’innovazione tecnologica, con investimenti in intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e preparazione militare, incluse le scorte e la difesa delle frontiere orientali.
Il pacchetto, complementare al Libro bianco, introduce strumenti finanziari concreti per sostenere gli Stati membri nell’aumento delle spese per la difesa. Include la possibilità di attivare clausole di salvaguardia del Patto di stabilità per liberare spazio fiscale e prevede la creazione dello strumento SAFE, con il quale la Commissione raccoglierà fino a 150 miliardi di euro sui mercati per offrire prestiti a lungo termine destinati a investimenti nel settore difensivo. Il piano coinvolge anche la Banca europea per gli investimenti e mira a mobilitare capitali privati grazie alla nuova strategia dell’Unione del risparmio.
L’obiettivo è ambizioso: garantire un’Europa capace di proteggere sé stessa, sostenere i partner strategici e costruire una base industriale della difesa solida, interoperabile e tecnologicamente avanzata.
stefano.dessi@unioncamere-europa.eu
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