Competitività del Mercato unico UE: corsa contro il tempo

Il Mercato Unico è il cuore della competitività a lungo termine dell’UE: con quasi 450 milioni di persone e 23 milioni di imprese, genera un PIL di 17 trilioni di euro. Tuttavia, il quadro delineato dal Rapporto annuale su Single Market and Competitiveness evidenzia tanto i punti di forza quanto le criticità del mercato unico europeo, fornendo anche il contesto analitico per il Competitiveness Compass, la prima grande iniziativa della nuova Commissione.
I segnali non sono incoraggianti. L’integrazione del Mercato Unico procede lentamente e, nonostante alcuni miglioramenti, beni e servizi restano frammentati, con oneri amministrativi ancora troppo elevati. In particolare, l’Europa rischia di perdere terreno nel settore dell’innovazione:
- gli investimenti in ricerca e sviluppo (pubblici e privati) sono inferiori rispetto a Stati Uniti e Cina;
- le imprese faticano a crescere, anche per il ruolo ancora limitato del capitale di rischio rispetto ad altre economie;
- il mercato del lavoro mostra tassi di occupazione in aumento, ma la carenza di manodopera qualificata resta un freno alla competitività.
Anche l’attrattiva dell’Europa come destinazione per il business sta calando. Dal 2008, circa un terzo degli unicorni europei ha deciso di trasferirsi all’estero.
La transizione digitale e quella verde avanzano, ma non con la velocità necessaria:
- l’adozione delle tecnologie digitali sta crescendo, ma a un ritmo insufficiente per colmare il divario con i principali competitor globali;
- la decarbonizzazione dell’industria e dell’energia prosegue, ma i costi elevati dell’energia pesano sulla competitività del sistema produttivo;
- gli investimenti pubblici e privati non sempre riescono a sostenere i settori e le tecnologie più promettenti.
L’Europa, forte della sua apertura e diversificazione economica, dovrà monitorare con attenzione le proprie dipendenze strategiche e adottare un approccio coerente e integrato per rafforzare la competitività e garantire una crescita sostenibile nel lungo periodo.
chiara.gaffuri@unioncamere-europa.eu
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