Lavoro, quasi un'assunzione su due è difficile da coprire. Ma il potenziale inutilizzato è soprattutto tra donne, inattivi e forze di lavoro potenziali

Presentato oggi il Terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Per la prima volta fabbisogni delle imprese, offerta disponibile e flussi effettivi di assunzione e cessazione vengono letti congiuntamente. Il mancato incontro non dipende soltanto dalla carenza di competenze, ma anche dalla bassa partecipazione al lavoro e dall’elevata mobilità lavorativa
Nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato 2 milioni e 869 mila assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedono difficoltà nel reperire il personale necessario. Allo stesso tempo, milioni di persone rimangono ai margini del mercato del lavoro. Il più ampio bacino occupazionale inutilizzato non è costituito soltanto dai disoccupati, ma coinvolge le “forze di lavoro potenziali” e gli inattivi, tra i quali le donne sono quasi 15 milioni, circa cinque milioni in più degli uomini.
Questo è il paradosso messo in evidenza dal Terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, realizzato da CNEL e Unioncamere con la collaborazione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dell’Istat e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Il Report propone una lettura innovativa del mercato del lavoro, integrando le previsioni di assunzione del Sistema informativo Excelsior, le stime dei fabbisogni occupazionali di medio periodo, i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat e le informazioni sulle attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro provenienti dalle Comunicazioni Obbligatorie del ministero del Lavoro.
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