Eurochambres Economic Survey 2027: la resilienza degli imprenditori europei in un quadro ancora pieno di incertezze
Nel 2027 si prevede che le vendite nazionali aumenteranno grazie alla ripresa della domanda interna, superando la media decennale. Anche le esportazioni sembrano destinate a crescere, mentre le prospettive occupazionali rimangono stagnanti, con aspettative negative per il quarto anno consecutivo, a causa degli elevati costi del lavoro e della discrepanza tra domanda e offerta di competenze. I livelli di investimento indicano aspettative meno negative rispetto agli ultimi due anni, pur rimanendo al di sotto delle medie storiche. In generale, si prevede che la fiducia delle imprese diminuirà leggermente nel 2027, scendendo al di sotto della media decennale. Questi, in sintesi, le principali previsioni e aspettative per il nuovo anno rilevate dall’Eurochambres Economic Survey (EES), l'indagine economica dell’associazione delle Camere di commercio europee che raccoglie le opinioni di oltre 40mila imprenditori provenienti da 27 paesi e che evidenzia un quadro economico europeo resiliente ma non del tutto positivo.
La combinazione di indicatori di attività in miglioramento e di fiducia in calo riflette la profonda incertezza strutturale che continua a pesare sul contesto imprenditoriale europeo, alimentata dalla volatilità dei prezzi dell'energia, dall'instabilità geopolitica e da un quadro normativo e amministrativo che gli imprenditori continuano a percepire come eccessivamente oneroso e imprevedibile. Il fatto che sia le aspettative relative alle vendite sul mercato interno che quelle relative all’export siano di segno positivo rappresenta una novità rispetto alle precedenti edizioni dell'indagine economica europea e un segnale concreto di resilienza. Tuttavia, le aspettative occupazionali rimangono negative per il quarto anno consecutivo e la fiducia delle imprese continua a indebolirsi.
Le principali sfide individuate dagli intervistati di EES2027 riflettono la natura strutturale dei vincoli: i costi energetici e l'accesso a prezzi accessibili alle materie prime, gli oneri normativi e amministrativi e i costi del lavoro continuano a pesare notevolmente sulla capacità delle imprese di operare e investire. Affrontare questi ostacoli rimane fondamentale per trasformare l'attuale resilienza dell'Europa in una crescita sostenibile e diffusa.
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